Storia del Genoa vol.4
Il punto di ripartenza sono l’Italia e la Genova del secondo dopoguerra. Morti, macerie, miseria, e tanta voglia di vivere, anzi di rinascere. Anni di pane duro, di fatiche immani, ma tutto ricomincia, calcio incluso. In città, nel 1946, prende forma un’altra squadra, la Sampdoria, anzi la Samp-Doria, con il trattino, come si scrive all’inizio. È un parto travagliato, a un certo punto sembra che la fusione tra Sampierdarenese e Andrea Doria non s’abbia da fare, poi in qualche modo si fa e la squadra viene destinata al campo di Cornigliano.
Casomai ci fossero dei dubbi, questo dettaglio definisce il diritto di primogenitura sul Ferraris. Nel Genoa che ritorna Genoa, all’inglese, perché l’autarchia è finita, spicca la figura di Juan Carlos Verdeal, argentino di talento. Consapevoli di esagerare, lo accostiamo ad Alfredo Di Stefano, secondo vari storici il più grande calciatore di sempre, più di Pelé e Maradona.


