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Storie di frontiera. Il secondo dopoguerra ai confini occidentali

Storie di frontiera. Storie come racconti o storie come parte della grande Storia? Le rettifiche della frontiera al confine occidentale fanno parte della grande Storia, dai tempi antichi fino ai tempi più recenti: 1860, cessione alla Francia della contea di Nizza e Savoia; 1940, improvvido tentativo italiano di recuperare quelle terre; 1947, rattachement francese con l’annessione di Tenda, Briga, Mollières, Piena Alta, Libri e Piena Bassa.

2020

26,00 24,70

COD: ISBN: 978-88-5503-184-4 Categorie: ,

Autore

Iperti Luigi

Recensioni

  1. Alessandro Crosetti

    Molto è stato scritto sulle tristi vicende che hanno “segnato” il confine tra Italia e Francia nelle Alpi Marittime prima e dopo la tratta del 1947, ma assai scarsi i contributi sulle vicende “povere” che hanno vissuto le popolazioni dei comuni (non solo Briga e Tenda ma anche Olivetta, Realdo, Libri, Piena Bassa e Triora) che da secoli avevano nei pascoli e nei boschi le loro fonti di reddito. Il Trattato del 1947 ed i nuovi confini hanno “lacerato” un tessuto sociale ed economico con conseguente dispersione di valori, affetti e nuclei familiari. Il bel libro di Luigi Iperti, è riuscito sulla scorta di documentazione di prima mano, messa a disposizione del Comitato per l’italianità della Valle Roia a fare riemergere la memoria di questo periodo sofferto e a mettere in luce l’impegno civico ed etico di figure come Nilla Gismondi presidente del Comitato e dell’Ing. Aldo Ruffi vice Presidente dell’Associazione Esuli Alta Valle Roia, non meno che i pastori Lanteri di Realdo e il giovane parroco Don Guido Pastor che tanto si sono spesi per mediare e conciliare animi e famiglie divise dagli esiti del conflitto. È un libro scritto con equilibrio e senza alcuna faziosità, basato esclusivamente su documentazione autentica. Dunque un libro di Storia con la S maiuscola.
    Alessandro Crosetti Torino

  2. Dr. ACHILLE RAGAZZONI

    Il libro è molto bello. Da sottolineare la pacatezza e l’obiettività con cui è stato scritto, se si pensa che l’Autore è egli stesso un profugo da quelle terre e dover abbandonare il proprio paese natale per poter mantenere la propria nazionalità è cosa che, comprensibilmente, amareggia. E’ davvero importante la documentazione, quasi tutta inedita, tratta dall’archivio del benemerito comitato fondato da quella donna eccezionale che è stata Nilla Gismondi. Il fatto che la Francia si sia impossessata di terre del Circondario di Ventimiglia che mai furono sabaude (e men che meno francesi…), fa tornare alla mente la spada di Brenno. Ora non abbiamo più Furio Camillo, ma abbiamo Luigi Iperti, il quale ci ha lasciato un libro importante che dovrebbe essere letto da molti e che, sicuramente, costituirà un importante punto di partenza per gli storici futuri.

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