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Il giovane Pertini da Stella a Nizza 1896-1929

 

L’elezione di Sandro Pertini alla presidenza della Repubblica nel 1978 e la grande popolarità che si guadagnò come capo dello Stato, hanno alimentato una vasta pubblicistica, in larga misura apologetica, su questo dirigente del partito socialista, la cui esistenza politica ha attraversato le tre stagioni della storia d’Italia, lo Stato liberale, la dittatura fascista, la Repubblica. Ne è emerso un profilo enfatizzato che ha finito per stravolgere l’identità di Pertini militante antifascista coraggioso, impegnato nelle file del PSI con ruoli di prestigio, senza mai diventare però un protagonista della scena politica, tranne appunto al momento della sua ascesa ai vertici dello Stato. Pertini viene invece consegnato alla storia come uno dei più grandi leader del socialismo, un eroe dell’antifascismo, un teorico del riformismo, uno statista dal pensiero illuminato. E passi quando si tratta di pubblicazioni giornalistiche ? Meno giustificabili sono questi toni in lavori come questo di Gandolfo, basato su una attenta ricerca documentaria, anche se limitata al casellario politico centrale, ai fascicoli processuali dell’Archivio di Stato di Savona e alle carte degli archivi di Nizza. Malgrado questo lodevole impegno di ricerca, Gandolfo non riesce a sottrarsi alla tentazione di disegnare un ?santino? nella puntuale ricostruzione degli anni dell’infanzia e della giovinezza fino al 1929, quando Pertini, dopo aver accompagnato Turati nella fuga in Francia, riprende la strada della lotta in Italia. Sono dunque inevitabili alcune incongruenze: disegnare un Pertini che fin da giovanissimo svolgeva ?un’attiva e partecipata militanza nel partito socialista? (p. 55), un Pertini diciassettenne che ?familiarizzò immediatamente con i problemi della classe operaia? (p. 31), non collima del tutto con quanto Gandolfo ci dice in seguito: e cioè che Pertini si iscrive al PSI solo nel 1918, dopo la guerra, quando aveva già 22 anni. Anche l’identikit del giovane studente al quale si attribuisce una voracità nel leggere, un grande amore per la letteratura, ma anche una ?attenta e meditata lettura delle opere dei classici del pensiero socialista all’insegna della più rigorosa ortodossia marxista?, stride con la notizia che Pertini lascia il liceo nel 1914 (la guerra non è evidentemente la ragione) e riprenderà gli studi solo dopo la fine del conflitto. Né risulta che Pertini fosse un raffinato ideologo. Soprattutto però stupisce un’osservazione più volte ripetuta, ma rimasta priva di conferme: la scelta riformista, il suo sodalizio con Turati, al cui insegnamento ?Pertini sarebbe rimasto quindi fedele per tutta la vita? (p. 30). La posizione di Pertini nella geografia politica del PSI durante gli anni della Repubblica smentisce questo assunto. Del resto Gandolfo non ci dà un’informazione precisa su quale fosse il gruppo a cui fece capo Pertini al momento della sua iscrizione al PSI (?dovette presumibilmente schierarsi con la corrente riformista?, p. 55); mentre resta ambigua la sua posizione nel 1922 quando Turati fondò il PSU al quale Pertini aderisce ?ufficialmente? solo nel 1924 (pp. 61-2).

2002, pp. 212 br. con illustrazioni b/n.

16,00 13,60

COD: ISBN: 978-88-7172-411-9 Categorie: , , Tag: ,

Dettagli del libro

Peso 0.70 kg
Dimensioni 17 x 24 cm

Autore

Gandolfo Andrea

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